Consigli da un Maestro Tibetano.
Consigli da un Maestro Tibetano quando qualcuno vi dice brutte parole.
Quando qualcuno ci dice parole cattive o brutte e noi le sentiamo, questo è sempre mescolato con una mente erronea. Se non fosse mescolato con la mente erronea, non importa quante parole nocive possiamo sentire, questo non creerebbe mai alcun problema nella mente, perché ? Perché dopo che ci hanno detto queste brutte parole, la mente inizia a pensare: “Lui mi sta dicendo queste parole e me, proprio adesso e questo mi fa veramente male. In passato lui mi ha detto questo ed adesso mi sta dicendo quest’altro e anche in futuro mi dirà qualcos’altro. Lui è un mio nemico”.
Un sacco di pensieri random arrivano nella mente. Quando non abbiamo tutti questi pensieri random allora non abbiamo alcun problema, e’ come ascoltare il canto degli uccellini.
Per esempio quando sentiamo il suono del ventilatore che proviene dall’esterno, lo sentiamo con le nostre orecchie e se non abbiamo alcun pensiero al riguardo non avremo alcun problema, ma se nella nostra mente ci sono pensieri del tipo; “perché c’è questo suono fuori, se si fermasse sarebbe davvero giusto”, quando abbiamo questi tipi di pensieri allora il suono del ventilatore cin darà problemi. Allo stesso modo se iniziamo a pensare, “questo suono è molto piacevole”, e generiamo attaccamento verso il suono piacevole quando questo cesserà sarà causa di problemi. Ma se non abbiamo particolari speranze o preoccupazioni al riguardo, lasciamo che il suono sia quel che è, pensando che “il ventilatore può emettere il suono o non emetterlo, in ogni caso va tutto bene”.
Ed allo stesso modo qualsiasi cosa dicano gli altri, bella o brutta che sia, per me va tutto bene e se quello che dicono ha un senso ne tengo conto. In breve, se le persone dicono parole che ci fanno male ma noi non le tratteniamo allora non avremo alcun problema. Ecco perché il Buddha dice che quando qualcuno ci dice parole che ci fanno male, se non le tratteniamo, non avremo alcun problema.
Quando qualcuno ci dice parole nocive, non c’è bisogno di arrabbiarsi per questo, perché?
Perché se quello che mi viene detto non è di beneficio, basta non trattenerlo, se non si trattengono le parole dell’altro non si avrà alcun problema. Il problema che si presenta è perché ci aggrappiamo alle parole. Per esempio, se qualcuno vi regala un oggetto, se quell’oggetto è utile allora dovreste prenderlo, se non è utile allora potete restituirlo alla persona. Allo stesso modo, se qualcuno vi dice parole negative, se sono utili, se vi aiutano a praticare, potete accettarle. Se non sono utili, potete restituirle alla persona.
Quello che le mie orecchie ascoltano non fa’ differenza, ma è soprattutto la mente che ha pensieri a caso su quello che le orecchie sentono. Quando le parole arrivano alle orecchie, che l’altro abbia usato parole tristi, buone o neutre o dannose, per le orecchie non c’è alcuna differenza. Uno può dire belle parole in un orecchio, parole cattive all’ altro orecchio, avere il suono degli uccelli che arriva ad un orecchio, per l’orecchio sono solo dei suoni diversi e la sensazione è la stessa. Ma quando siamo davvero felici per alcuni suoni o quando siamo davvero arrabbiati per altri, questo è dovuto alla mente. Questo è causato dai fraintendimento dovuto ad un modo di pensare random, a caso.
Le persone possono dire quello che vogliono, ma se uno è semplicemente rilassato, senza avere pensieri random ma pensando che “gli altri possono dire quello che vogliono perché è una loro libertà farlo. Se è davvero un bene per la loro salute, è davvero fantastico che dicano cose negative su di me, se è davvero benefico per la loro mente, allora va bene”. Se pensiamo in questo modo, accumuleremo virtù e non avremo problemi.
D’altra parte, quando le persone mi dicono cose cattive è davvero un bene, perché?
Perché in questo modo andiamo a minare l’idea di un IO che esiste indipendentemente da tutto e da tutto, l’afferrarsi a questo concetto di IO è il nostro vero nemico.
Soprattutto quando le persone ci dicono brutte parole, in quel momento abbiamo un occasione, l’occasione migliore per riconoscere la tendenza ad aggrapparsi ad un IO che non dipende da niente e nessuno ed è così prezioso. Di solito non siamo in grado di riconoscerlo, ma quando qualcuno dice parole davvero negative o quando ci troviamo di fronte a un grosso problema, o quando abbiamo una gioia incredibile nella mente, o una paura molto forte, quando un sentimento molto forte si fa strada nella mente, allora possiamo analizzare questo IO, come appare, come cerca di afferrare, in che modo esiste. E possiamo riflettere su fatto che in realtà questo IO è semplicemente un nome dato all’insieme dei miei aggregati ( forma, sensazioni, percezioni, formazioni mentali e coscienza) anche se appare in un’ altro modo, possiamo analizzare tutto ciò.
Se sappiamo come pensare, non importa quale tipo di condizioni incontriamo, interne, interne o segrete, saranno tutte nostre insegnanti. Se riusciamo a riconoscerlo, allora anche se non vogliamo praticare, praticheremo.
Insegnamenti di Ven. Geshe Lobsang Choegyal Rinpoche a Dharamshala, India. Tradotti dal tibetano da Ben Shvuartz ed elaborati in italiano da Benedetta Francini.
https://studybuddhism.com/it/buddhismo-tibetano/allenamento-mentale
https://www.sitatara.it/consigli-dal-buddha-per-proteggere-la-mente/
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