Ci sono molti modi di spiegare la differenza fra pensare e meditare ma se vogliamo dare una spiegazione generale, Meditare vuol dire abituarsi, abituare la mente a qualcosa. Se prendiamo il meditare come l’abituarsi a qualcosa, possiamo abituare la mente ai cattivi pensieri, e possiamo abituare la mente ai buoni pensieri.
Seguendo questo ragionamento il pensare a qualcosa ancora ed ancora e’ meditare, ma nel dharma, negli insegnamenti del Buddha, viene spiegato che pensare a cose cattive o negative ancora ed ancora non è meditare mentre pensare a cose buone ancora ed ancora viene chiamato meditare.
Quindi in generale cosa vuol dire Meditare?
Meditare vuole dire abituarsi, ma quando si tratta di cattivi modi di pensare non abbiamo bisogno di abituarci, siamo già abituati e vediamo come questo ci porta sofferenza. Non vogliamo soffrire ma tutti questi cattivi modi di pensare non ci portano altro che sofferenza. Se vogliamo soffrire dobbiamo abituare la mente ai pensieri cattivi ma se non vogliamo soffrire non dobbiamo abituare la mente a pensieri cattivi, se vogliamo essere felici dobbiamo abituarci ai buoni pensieri, dovremmo abituarci all’amore (desiderio che tutti gli esseri siano felici), alla compassione (desiderio che tutti gli esseri siano liberi dalla sofferenza) e alla saggezza.
Perché se compiamo azioni buone siamo felici? Perché una mente con cattivi pensieri porta sofferenza?
Perché questa è la loro natura. Quando seminiamo un campo perché il raccolto cresce, e’ la sua natura. E’ molto importante per noi capire questo.
Nella pratica del Dharma viene detto che non dovremmo compiere azioni negative perché il portare la mente verso stati negativi porta problemi e per questo le cause della sofferenza sono chiamate negatività e le cause della felicità sono chiamate virtù. Quando abbiamo un un buon cuore, facciamo buone azioni con il corpo e parliamo in modo gentile, tutto questo viene chiamato virtù e perché viene chiamato virtù perché è causa di felicità.
Il modo in cui le cose esistono è questo, e’ la loro natura e per questo motivo pratichiamo in questo modo. Siccome quando compiamo azioni cattive questo ci porta sofferenza, per questo motivo non dovremmo compiere alcuna azione negativa. Mentre quando il compiere azioni buone ci porta felicità e per questo dovremmo compiere buone azioni. E’ così che inizia la pratica del Dharma.
Inoltre è qualcosa su cui abbiamo libertà, se non avessimo alcuna libertà non sarebbe di alcun beneficio dire che dobbiamo compiere azioni virtuose e abbandonare quelle negative. Siccome abbiamo libertà, siccome il potere è nelle nostre mani e abbiamo il potere di compiere virtù ed fermare le azioni negative, per questo la pratica del dharma è insegnata.
Relazione fra Pensare e Meditare
In breve Meditare e’ necessariamente pensare, ma se uno pensa non è che necessariamente sta meditando , per esempio quando uno pensa in maniera casuale.
Facendo affidamento sulla consapevolezza e sull’introspezione abituiamo la mente verso pensieri buoni o positivi e questo è quello che viene chiamato meditare. In questi giorni si possono trovare spiegazioni differenti su cosa vuol dire meditare, alcune sono buone spiegazioni altre sono random e non molto accurate.
Possiamo definire il meditare come “ con consapevolezza ed introspezione il portare la mente verso un oggetto virtuoso ( amore, compassione, saggezza etc) ed abituare la mente ancora ed ancora“.
Quindi la relazione fra meditazione e pensare e’ che ; non tutti i tipi di pensare sono meditazione ma tutti i tipi di meditazione sono pensare e quando meditiamo pensiamo ancora ed ancora pensieri buoni o virtuosi usando la consapevolezza che ricorda l’oggetto della meditazione e l’introspezione che si accorge quando la mente divaga.
Insegnamenti di Ven. Geshe Lobsang Choegyal Rinpoche a Dharamshala, India. Tradotti dal tibetano da Ben Shvuartz ed elaborati in italiano da Benedetta Francini.
https://www.sitatara.it/introduzione-alla-meditazione/
https://www.sitatara.it/meditazione-sull-amore-e-sulla-compassione/

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