Attaccamento ed Origine Dipendente
Come la meditazione sulla vacuità od origine interdipendente di tutti i fenomeni può aiutare a ridurre l’attaccamento.
Riporto qua sotto la risposta ad una domanda fatta durante una lezione di Dharma su come il riflettere sulla vacuità od origine interdipendente di tutti i fenomeni può aiutare a ridurre la sofferenza che deriva dall’attaccamento.
Nella scienza e filosofia Buddhista l’attaccamento è considerato uno stato mentale non salutare, più precisamente uno fattore mentale afflittivo o non virtuoso perchè causa di sofferenza, come anche la rabbia. Mentre la rabbia esagera l’aspetto negativo della situazione, persona, oggetto con cui mi relaziono, l’attaccamento esagera le qualità positive della persona, oggetto e situazione.
Per approfondire:
Scienza E Filosofia Nei Classici Buddhisti Indiani – Ii – Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini Editore
Realtà ed Origine Dipendente – Sitatara
ven Robina Va bene così cara! – YouTube
DOMANDA; QUAL’È LA RELAZIONE FRA LA MEDITAZIONE SULLA VACUITÀ E L’ATTACCAMENTO, COME PUÒ LA MEDITAZIONE SULLA VACUITÀ ESSERE UN ANTIDOTO ALL’ATTACCAMENTO?
Questa è veramente una buona domanda. Quando il Buddhismo parla di vacuità il significato è origine dipendente, cioè che tutti i fenomeni esistono sulla base di una collezione di varie condizioni. Siccome tutti i fenomeni hanno un origine dipendente per questo motivo non esistono in maniera indipendente. Quando diciamo Vuoto non significa vuoto di esistenza, Vacuità non significa non esistente. Se pensiamo alla vacuità come a qualcosa che non esiste, se pensiamo allora visto che niente esiste allora l’attaccamento non esiste, cadiamo nella visione estrema che niente esiste. E questa è una mente che non è in accordo con la realtà, perché in realtà tutti i fenomeni esistono e se uno pensa che nessun fenomeno esiste questo è sbagliato, è un modo di pensare erroneo. Nel Buddhismo la visione filosofica che niente esiste è considerata una visione erronea, vedere la vacuità come “niente esiste” è considerato sbagliato.
La Vacuità è il comprendere che poiché tutti i fenomeni esistono in modo interdipendente per questo motivo non esistono indipendentemente, non esistono non dipendendo da altro. Quindi i fenomeni non sono non esistenti, ma sono vuoti di esistenza intrinseca. Qual’è il motivo? Perchè hanno un origine dipendente, dobbiamo pensare come ogni cosa viene ad esistere sulla base di moltissime cause e condizioni, non è il modo usuale di pensare al vuoto, ma è il pensare al venire insieme di molte e varie condizioni.
QUANDO ABBIAMO COMPRESO TUTTO CIÒ, COME QUESTO PUÒ AIUTARCI A FERMARE L’ATTACCAMENTO?
Per esempio quando sorge l’attaccamento, c’è un oggetto fuori che lo fà sorgere. Quando andiamo in un centro commerciale vediamo oggetti belli, all’interno viene trasmessa della usica bella, ci sono odori piacevoli e per esempio ci sono molti assaggi di cioccolata, abiti belli, tutto ciò è quello che dà origine all’attaccamento.
Quindi quando andiamo in un negozio vedendo un bell’oggetto che crea attaccamento nella mente, come può esserci di beneficio la meditazione sulla vacuità; Se uno pensa che il bell’oggetto non esiste questo è sbagliato, perchè il bell’oggetto esiste, ma come esiste? esiste perché appare alla nostra mente. Chi è che ha l’apparizione del bell oggetto? i nostri occhi, se non facciamo affidamento sulla coscienza visiva non possiamo sapere che c’è un bell’oggetto, e chi è che crea la bellezza dell’oggetto? la nostra mente, chi è che ha l’apparenza della bellezza, la nostra mente.
Abbiamo quindi un oggetto fuori, davanti a noi, l’oggetto appare alla nostra mente e quando queste due cose si uniscono, l’oggetto e l’apparizione dell’oggetto, allora pensiamo che sia bello. Se non ci fosse la mente, l’oggetto che è fuori non diventa bello, ed anche se abbiamo la mente ma fuori non c’è alcun oggetto, non c’è niente che sia bello.
COME UN OGGETTO DIVENTA BELLO AI NOSTRI OCCHI
“Ciò che è bello” per esistere ha bisogno che ci siano due condizioni, l’oggetto fuori e la mente a cui appare. Ma quando questo ci appare, ci appare come se fosse bello al cento per cento, bello di per sé. Nel Buddhismo si dice che una cosa del genere non esiste e perché non esiste? perché principalmente è la mente che crea tutto ciò, esiste un pò di bellezza nell’oggetto ma su questa la mente ne fabbrica la maggior parte, se non ci fosse chi fabbrica questa bellezza l’oggetto fuori non potrebbe diventare sempre più bello. Quindi colui che crea la bellezza è la nostra mente. Con gli occhi vediamo la bellezza e la creiamo con la mente. Quando vediamo l’oggetto per la prima volta non ci appare subito bello, la prima cosa che viene alla mente è “che cos’è questo?”, abbiamo la visione dell’oggetto, e dopo questo abbiamo la fabbricazione della mente, che comincia a pensare “ questo è carino, ne ho bisogno, è veramente bello, è bello al cento per cento”, e piano piano la mente concettuale crea tutto questo. Ma veramente la realtà quale è? non esiste fuori alcun oggetto che sia bello di per sè. Là fuori esiste un oggetto, ma questo non basta, c’è bisogno di un intelletto che comprende, vede l’oggetto e anche questo non basta ci deve essere la nostra mente concettuale che elabora, e dopo tutto ciò, vediamo l’oggetto come bello.
COM’È QUESTA BELLEZZA (DELL’OGGETTO)?
Se noi non analizziamo, l’oggetto ci appare come se fosse bello al cento per cento dalla sua parte, ma in realtà com’è che l’oggetto diventa bello? c’è bisogno di entrambi, l’oggetto fuori e la mente che lo percepisce, se la bellezza ci appare sulla base di entrambi, allora non esiste una bellezza di per sè che è la fuori. Se ci fosse una bellezza là fuori non ci sarebbe bisogno di fabbricarla con la mente, sia che io lo vedo o no, l’oggetto sarà sempre bello. Ma la bellezza è creata dalla mente.
Nel Buddhismo tutti i fenomeni esistono perchè sono etichettati come tali da fuori da una intellletto, sulla base di una venire insieme di vari oggetti, sulla base dell’apparire degli oggetti alla mente. Quando qualcosa ci appare come bello, esiste come una semplice apparizione, esiste sulla base del venire assieme dei due,dell’oggetto e del possessore dell’oggetto (la mente che conosce l’oggetto). E poichè esiste sulla base di una collezione di varie origini dipendenti non c’è alcuna bellezza che esiste di per sè.
CONCLUSIONI
Se qualcosa là fuori ci appare bello, la bellezza ci appare essere interamente là fuori ma se uno pensa “ questa è una fabbricazione della mia mente, se non ci fosse la mente che crea la bellezza, la bellezza non esisterebbe” e comprendiamo che la bellezza è qualcosa che è creato dalla nostra mente allora non c’è più attaccamento” . Questo è il modo, riflettere sull’origine interdipendente di tutti i fenomeni. L’origine dipendente è tale che più ci riflettiamo più diventa interessante.

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